Licenziamento ingiusto e discreto? No a danni morali – CASSAZIONE CIVILE, Sezione Lavoro, Sentenza n. 26590/2008
Il lavoratore licenziato ingiustamente non ha diritto al risarcimento dei danni morali se la lettera di benservito non è stata pubblicizzata oltre il necessario.
La Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore di Nicosia, in provincia di Enna, che si era rivolto al giudice del lavoro per chiedere, oltre all’annullamento del licenziamento, anche i danni morali “provocati dalla contestazione ingiusta” da parte del datore di lavoro che avevano “leso la sua immagine e il suo decoro”. Il magistrato del tribunale già gli aveva dato torto, e la decisione negativa è stata confermata dalla Corte d’appello di Caltanissetta.
Inutilmente il lavoratore si è rivolto alla Cassazione: i giudici della sezione Lavoro, con la sentenza 26590, hanno specificato che “la contestazione di un fatto lesivo del decoro del lavoratore” non basta a rendere il licenziamento ingiurioso. Ciò in quanto la precisione negli addebiti contestati dal datore di lavoro “è obbligatoria” ma, aggiungono i giudici del Palazzaccio, “se al licenziamento viene data pubblicità superiore a quanto strettamente necessario o in forma impropria”, questo può costituire una lesione della dignità e dell’onore del lavoratore. In pratica, se il licenziamento, per quanto ingiusto, è “discreto”, non c’è spazio per i danni morali. Il datore di lavoro dunque non può “sbandierare” a chiunque le ragioni per cui ritiene di procedere al licenziamento di un dipendente, indipendentemente dal fatto che la decisione sia giusta o meno.
La Cassazione infatti spiega che “il licenziamento ingiustificato o non motivato è illegittimo e produce un danno che viene risarcito a norma di legge, ma non per questo è anche ingiurioso” e quindi il lavoratore non può pretendere “un ulteriore risarcimento a meno che non provi di aver ricevuto un danno diverso” da quello che già deriva dal fatto di essere stato licenziato ingiustamente.
salve ! sono tato licenziato dalla mia ditta perche .ho avuto un problema famigliale urgente in africa che sono partito un weekend e ho mandato un mail alla mia ditta per dirli che per motivo famigliale andavo in africa prendendo il permesso non ritribuito. loro hanno mandato una raccomandata a casa che mia moglie ha preso . al ritorno dell africa ho aperto la busta e ho visto ch’era un licenziamento.chiedo se mi potete consigliare