Civile

Coppie di Fatto. Per la Cassazione benefici fiscali solo se la residenza è unica

Se le coppie di fatto non risiedono nella stessa abitazione possono dire addio ai benefici fiscali sulla casa. La Cassazione, nel ribadire che tra marito e moglie e coppie di fatto non c’è alcuna differenza, dà però torto ad una coppia dove entrambi i conviventi avevano detratto dalle tasse la percentuale prevista dalla legge delle spese di ristrutturazione della loro abitazione.

I giudici della sezione tributaria della Suprema Corte hanno respinto il ricorso di Fabrizio C. che dopo aver avuto ragione in commissione tributaria provinciale a Torino, si era visto ribaltare la decisione in appello dai giudici tributari regionali del Piemonte. La sentenza di secondo grado, che aveva accolto le tesi dell’Agenzia delle Entrate, aveva precisato che i lavori di ristrutturazione nella casa di Gabriella B., convivente di Fabrizio, erano stati avviati il 5 maggio 1998 e, all’epoca, Fabrizio C. non era residente in quell’abitazione.

A nulla è servito il ricorso in Cassazione dove la difesa del contribuente ha obiettato che la sentenza non aveva tenuto in nessun conto il fatto che sebbene la residenza fosse successiva all’inizio dei lavori, ciò che conta è che le fatture per quella ristrutturazione sono state pagate quando Fabrizio e Gabriella, oltre ad essere coppia di fatto, erano tutti e due residenti proprio nella casa interessata dai lavori. Insomma, secondo Fabrizio l’importante è quando si paga, non quando arrivano gli operai.

Di diverso avviso i giudici di piazza Cavour secondo i quali se da un lato la norma che prevede i benefici fiscali per i lavori di ristrutturazione dell’abitazione dei coniugi, è fuori dubbio che si applichi anche alle coppie di fatto, d’altra parte anche rispetto ai coniugi è previsto che “il semplice rapporto matrimoniale non determina il possesso congiunto di tutti gli immobili che fossero di proprietà di ciascun coniuge, ma solo di quello concretamente utilizzato da entrambi”. Perciò, dicono i giudici, è importante che la residenza sia per tutti e due nella stessa casa fin dall’inizio della ristrutturazione. Il convivente “giramondo” si trova così la strada sbarrata per la detrazione della spesa dalle tasse.

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